Michele

Michele

La storia di Michele


Sin da piccolo amavo l’arte, il disegno e la pittura. Mi sono sempre definito una persona creativa. Non ho voluto, però, frequentare un istituto artistico per l’incerto futuro lavorativo che avrei dovuto affrontare. Quindi è nata l’idea di fare una scuola alberghiera e di continuare a coltivare la mia passione per l’arte solo ad un livello privato.

Nel corso degli anni ho viaggiato molto: fra Germania, Ibiza, Verona... ho avuto l’opportunità di esplorare e di scoprire il mondo, non abbandonando mai le mie origini. Alla fine ho deciso di ritornare ed ho girato un pò tutto il Trentino, in particolare la città di Trento e dintorni.
Nella vita ho anche aperto dei locali tra cui una spaghetteria ed un cocktail bar, dove ho organizzato eventi, ho gestito due postazioni bar, un ristorante e la security. Un bel lavoro insomma. Nel frattempo ho fatto anche spettacolo, musica e cabaret.

Nonostante tutte le mie avventure in giro per il mondo, ho cominciato a non trovare più un riscontro lavorativo. Ed alla fine è arrivata l’occasione. Ho trovato questo posto che rappresenta un pò quello che è sempre stato il mio sogno: un vecchio maso da poter ristrutturare, da riempire con la mia arte, dove poter cucinare e dare sfogo alle mie passioni. Così ho scelto questo maso, che è in affitto ma possiede tutte le caratteristiche ed i comfort necessari. Dandoci un tocco personale ho voluto trasformarlo come se fosse casa mia, anche perché qui posso dormire e lavorare contemporaneamente. 

 

 

La storia de El Casel


El Casel dei Masi è un posto pieno di storia, che ho scoperto lentamente entrando nel tessuto del paese e nell’associazione Sviluppo Turistico Grumes. Anticamente era il vecchio casello di questo gruppo di case: i contadini dei Masi alti di Grumes, che tenevano in media una o due mucche per ogni famiglia, avevano un edificio dove portare il proprio latte, che il casaro trasformava in formaggio. Questo veniva poi ridistribuito agli agricoltori a seconda di quanto latte avevano conferito. Era una cosa molto diffusa nelle nostre valli.
Con l’abbandono dei masi anche il casello andò in rovina, fino a che, nel 2002, il comune e l’STG lo ripresero in mano e lo restaurarono, facendolo rinascere come ristorante con un paio di camere.

 

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